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SEGRETERIA E RELAZIONI ESTERNE: Marco Magherini

E-mail: assotartufimugello@tiscali.it



 

LE SPECIE SIMBIONTI

ESTRATTO DELLA PUBBLICAZIONE

GLI AMBIENTI TARTUFIGENI DEL MUGELLO”

Autori: Paolo Gandi, Lorenzo Gardinin, Fabio Primavera

Pubblicato da: COMUNITA' MONTANA MUGELLO (2005)


 

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Specie arbustive simbionti o sinergiche dei tartufi utilizzabili per la realizzazione di siepi con funzione difensiva


 

Biancospino (Crataegus monogyna)

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Arbusto molto spinoso che all'inizio della primavera si copre di una miriade di piccoli fiori bianchi in assenza di foglie; ampiamente coltivato e naturalmente diffuso come siepe tra i campi o al margine delle strade. Pianta assai frugale che si adatta bene a qualsiasi tipo di terreno. Essendo "armata di spine" viene utilizzata anche come recinto naturale per il bestiame e si presta alla nidificazione dell'avifauna che è protetta dalle sue spine e in autunno si ciba dei suoi frutti. Sopporta i tagli anche intensi; può quindi essere impiegata per la formazione di siepi a forma obbligata.


 


 


 

Prugnolo (Prunus spinosa)

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Anch'esso molto spinoso, è un arbusto resistente all'aridità, tipico degli incolti, dei pendii, delle macchie, dei boschi e delle siepi, spesso misto al biancospino. Assume caratteristiche ecologiche e funzionali del tutto simili al biancospino.


 


 


 


 


 


 


 


 

Specie arbustive simbionti o sinergiche dei tartufi utilizzabili per la realizzazione di siepi con funzione ornamentale


 


 

Sanguinella (Cornus sanguinea)

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Arbusto deciduo molto piacevole, specialmente in autunno quando il suo fogliame diventa rosso, diffuso in tutta Europa, ai margini dei boschi dove l'insolazione è maggiore e nelle siepi. Colonizza prati e pascoli abbandonati, specialmente su terreni alcalini e neutri.


 


 


 

Ligustro(Ligustrum vulgare)

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Arbusto a foglia piccola e semipersistente tipico dei margini dei boschi, delle siepi e delle rive, specialmente su terreni alcalini. Ha portamento assurgente, sopporta i tagli anche intensi risultando così adatto alla formazione di siepi anche in forma obbligata; negli inverni rigidi può spogliarsi anche completamente.


 


 

Corniolo (Cornus mas)

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Piccolo albero alto sino a 8 m che a fine inverno, con rami ancora spogli di foglie, si riempie di appariscenti gruppi di fiori gialli. Il frutto maturo è carnoso, pendulo e di colore rosso vivo, ma l'effetto decorativo è dato dalla presenza sulla stessa pianta di frutti a grado di maturazione diversa dal verde al rosso. Si trova sulle rive dei fiumi e fossi, nelle boscaglie e ai margini dei boschi, generalmente su terreni calcarei non aridi.


 


 

Fusaggine (Evonymus europaeus)

Descrizione: C:\Users\atm\Desktop\index 2ag. marzo 2012 .htlm\fusaggine.jpg

Comunemente chiamato anche "berretta da prete" è un arbusto poco appariscente per gran parte dell'anno che in autunno diventa rosa-rosso per la colorazione delle foglie e dei frutti la cui forma richiama la "berretta dei preti". I frutti persistono oltre la caduta delle foglie e prolungano il periodo in cui la pianta ha funzione ornamentale. La sua colorazione autunnale è il motivo per il quale la fusaggine è impiegata nelle siepi, ma è naturalmente presente nei boschi e nelle boscaglie in pianura e in collina, soprattutto su terreni calcarei.


 


 

Specie arboree che meglio si prestano alla micorrizzazione del tartufo bianco


 


 

Pioppo bianco (Populus alba)

Descrizione: C:\Users\atm\Desktop\index 2ag. marzo 2012 .htlm\Populus%20alba1.jpg

Albero dal bel portamento, specialmente quando cresce isolato. Specie di rapido accrescimento è quindi adatta alla formazione di nuovi giardini come pianta di pronto effetto anche perché, grazie alle sue foglie "tremule" in presenza di brezza, non ombreggia eccessivamente il terreno sottostante. Richiede terreni freschi, profondi, permeabili e non eccessivamente umidi. Soffre la siccità prolungata. Per le piante micorrizzate la produzione di tartufo dovrebbe cominciare dopo il 7- 9 anno.


 


 

Farnia (Quercus robur)

Descrizione: C:\Users\atm\Desktop\index 2ag. marzo 2012 .htlm\quercus_robur.jpg

È forse la specie di quercia più maestosa per portamento, specialmente negli esemplari maturi cresciuti isolati. È esigente in termini di freschezza del suolo che deve essere anche profondo, permeabile e dotato di buona fertilità naturale. Si può considerare una delle migliori specie ospiti del Tuber magnatum. Normalmente si pianta nelle zone pedocollinari evitando i terreni soggetti a ristagni idrici. Per le piante micorrizzate la produzione di tartufo può risultare piuttosto tardiva.


 


 

Cerro (Quercus cerris)

Descrizione: C:\Users\atm\Desktop\index 2ag. marzo 2012 .htlm\cerro.jpg

È la quercia più comune nelle nostre zone insieme alla roverella. È meno esigente della farnia, ma preferisce una certa freschezza del suolo, pur adattandosi a zone più aride caratterizzate da terreni alcalini (pH compreso tra 7,5 e 8,5). Considerato il lento sviluppo di questa specie, l' entrata in produzione del tartufo potrà risultare piuttosto tardiva. Può micorrizzare anche il tartufo nero.


 


 


 


 


 

Roverella (Quercus pubescens)

Descrizione: C:\Users\atm\Desktop\index 2ag. marzo 2012 .htlm\roverella.jpg

La roverella è la quercia più frugale; occupa pendici assolate e terreni superficiali e, di conseguenza, ha un accrescimento più lento e più limitato delle altre specie. Una volta veniva coltivata, oltre che per la produzione di legna, anche per la produzione di ghiande, gradite ai suini. La roverella, oltre al tartufo bianco, può micorrizzare anche il tartufo nero.


 


 

Salici (Salix alba e Salix caprea)

Descrizione: C:\Users\atm\Desktop\index 2ag. marzo 2012 .htlm\salice.jpg

Si sviluppano bene negli ambienti freschi; resistono alle basse temperature invernali; ma soffrono la prolungata siccità (specialmente il salice bianco). Si prestano a essere posti a dimora lungo torrenti, fossi di scolo, pendici esposte a nord e a nord-ovest e comunque in suoli freschi. Sono piante di rapido sviluppo che dovrebbero favorire un' entrata in produzione di tartufo meno tardiva (7- 9° anno) rispetto alle altre piante simbionti.


 


 

Tiglio (Tilia platyphy/los)

Descrizione: C:\Users\atm\Desktop\index 2ag. marzo 2012 .htlm\12%20tiglio%201.jpg

Pianta dal bel portamento, piuttosto rapida nell'accrescimento, molto adatta alle alberature stradali, anche perché sopporta bene le potature. Il suo impiego è invece meno indicato dove è prevista la sosta delle persone e delle cose perché produce grandi quantità di melata (sostanza zuccherina, peraltro molto gradita alle api). È pianta rustica che si adatta alle diverse condizioni di clima e di terreno. Va utilizzata comunque nelle zone più asciutte, bene esposte e meno fertili. L'inizio della produzione si potrebbe avere intorno al 10°- 12° anno dall'impianto.


 


 


 

Specie arboree che meglio si prestano alla micorrizzazione del tartufo nero


 


 

Leccio (Quercus ilex)

Descrizione: C:\Users\atm\Desktop\index 2ag. marzo 2012 .htlm\quercus_ilex.jpg

Il leccio è la quercia sempreverde più diffusa; molto resistente alla siccità, cresce sui suoli poveri. Per la sua resistenza anche all'inquinamento e alla forte insolazione viene utilizzato nelle alberature stradali e nel verde pubblico.


 


 


 


 


 


 

Carpino nero(Ostrya carpinifolia)

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Albero di medie dimensioni a chioma compatta che non lascia filtrare molta luce al suolo. Specie pollonifera a rapido accrescimento, frugale, resistente alla siccità e agli incendi, predilige i versanti freschi. I suoi semi si diffondono facilmente e colonizza rapidamente i terreni incolti.


 


 


 


 

Nocciolo (Corylus avellana)

Descrizione: C:\Users\atm\Desktop\index 2ag. marzo 2012 .htlm\nocciolo.jpg

Pianta rustica ampiamente diffusa allo stato spontaneo, si presta a essere coltivata fino ad altitudini superiori ai 1000 metri. Viene coltivata per la produzione del frutto, la nocciola. È caratterizzata da forte capacità pollonifera e rapido accrescimento che rendono possibile un inizio della produzione di tartufo verso il 6° anno dall'impianto.


 


 


 


 


 


 



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