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Via S. Allende, 31 – 50032 Borgo S. Lorenzo (FI)

PRESIDENTE: Vanni Spacchini Tel. 329.8722160

SEGRETERIA E RELAZIONI ESTERNE: Marco Magherini

E-mail: assotartufimugello@tiscali.it

 

IL TARTUFO

 

Quello che nel linguaggio comune viene chiamato tartufo o trifola non è altro che il “frutto” ( corpo fruttifero o carpoforo) di un particolare tipo di fungo. Questo fungo, del genere Tuber, ha la particolarità di compiere il proprio ciclo vitale sotto terra e per questo è detto ipogeo. I funghi, al contrario delle piante, non sono in grado di produrre clorofilla e devono prelevare le sostanze nutritive da altri organismi. Nel caso specifico il tartufo trae il proprio nutrimento da numerose specie di piante arboree e arbustive. Con queste instaura un rapporto dal quale entrambe le specie traggono dei benefici e che viene chiamato simbiosi mutualistica. La simbiosi si realizza a livello degli apici radicali della pianta, il fungo o micelio avvolge la radice e forma un legame che prende il nome di micorriza. Il fungo soddisfatte le sue esigenze nutritive deve pensare a riprodursi ed a questo scopo origina un “frutto” o più propriamente un corpo fruttifero che è appunto il tartufo. Il corpo fruttifero è formato da un rivestimento esterno chiamato peridio o scorza e da una parte interna detta polpa o gleba dove sono contenute le spore. Il tartufo una volta giunto a maturazione emana un odore molto forte e penetrante che attrae numerosi organismi, questi nutrendosene favoriscono la diffusione delle spore nel terreno e l'inizio di un nuovo ciclo biologico. Ogni specie di tartufo si differenzia dalle altre per il colore e la forma della scorza, per il colore della polpa ma soprattutto per le caratteristiche odorose ed organolettiche. Anche all'interno della stessa specie le caratteristiche del corpo fruttifero possono variare a secondo della pianta simbionte e dell'ambiente nel quale si accresce. Studi approfonditi,effettuati in particolare sul tartufo nero, ci anno permesso di acquisire importanti conoscenze sul ciclo biologico, l'habitat, e la riproduzione di questo prezioso fungo. Le tecniche sulla micorrizazione artificiale di piantine simbionti e la loro messa a dimora, in ambienti idonei, hanno dato risultati confortanti. Soltanto la riproduzione del tartufo bianco sembra essere ancora una meta lontana motivo in più per conservare e tutelare gli ambienti tartufigeni esistenti.

 

Tuber uncinatum Chatin

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Tuber magnatum Pico

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